Il futuro della micromobilità passa dalla comunicazione

La micromobilità sta prendendo sempre più piede anche nelle nostre città: stiamo parlando di una rivoluzione che potrebbe cambiare radicalmente il modo in cui ci muoveremo, comportando diversi vantaggi sia al traffico urbano che all’ambiente.

Questo servizio comprende al suo interno diversi mezzi di trasporto: dai monopattini elettrici agli overboard, passando dalle biciclette. La domanda crescente di servizi nello spostamento urbano, difficilmente attuabile nel rigore del trasporto pubblico limitato dagli orari, segue la strada tracciata dalle compagnie di car sharing o dai nuovi servizi taxi come ad esempio Uber.

Queste innovazioni che stanno già cambiando il nostro modo di vivere in città devono il loro successo anche a precise strategie di comunicazione: chi vive in città si sarà sicuramente imbattuto in qualche servizio di micromobilità parcheggiato sul marciapiede, ma cosa ci spinge a scaricare le app e montare in sella?

 

Come si comunica la micromobilità

Entertainment e storytelling, ad esempio, sono alla base dei meccanismi con cui i brand cercano di conquistare la fiducia dei consumatori. Avvicinarsi al target attraverso temi sensibili, in particolare attraverso campagne sui canali social e digital (media che vengono riconosciuti più “sinceri” rispetto ai grandi classici come cartellonista e TV) è una delle chiavi del successo dei brand che stanno investendo in micromobilità. Da un lato, la svolta ecologica: questi servizi vogliono offrire ai consumatori l’opportunità di muoversi in città attraverso mezzi non inquinanti, se non a impatto zero come le biciclette. Dall’altro lato viene cavalcato anche il sentiment delle smart cities: una filosofia che vede l’uomo e la città legati da una connessione tecnologica, come potrebbe essere un’app che permette una mobilità alternativa.

Anche se potrebbe sembrare scontato, la targetizzazione e le analytics sono di fondamentale importanza. I brand che vogliono emergere in un mercato in costante evoluzione e ricco di concorrenza devono sapere con estrema precisione il profilo dei loro potenziali users. Che tragitto casa-lavoro fa il nostro cliente tipo? Che quartieri frequenta maggiormente? In che occasioni particolari? É grazie alla conoscenza di questi dati che le campagne di web adv ottengono i maggiori risultati.

Infine è inevitabile citare la forza stessa dei brand, ovvero l’immagine che danno di se e la fiducia che sanno trasmettere. Non è un caso se i principali circuiti di car sharing, che hanno fatto da “apripista” alla micromobilità, sono servizi che appartengono a colossi della mobilità classica. Fiat, BMW, Eni… marchi che solo per storia e tradizione partono già avvantaggiati quando si tratta di bussare alla porta del proprio target. 

Chi dominerà il mercato della nuova mobilità urbana sarà il brand che avrà vinto la sfida comunicativa, perché i clienti che vedremo scorrazzare per strada saranno conquistati online.

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